Transfemminismo antifascista
Transfemminismo antifascista

Transfemminismo antifascista

Il 17 maggio è la giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia. Questa giornata è stata istituita nel 2004 ed è riconosciuta a livello globale.
Eppure oggi come ieri, le istituzioni nazionali e internazionali sono attraversate da un forte vento autoritario, in cui nuovi fascismi, neofondamentalismi e autoritarismi comprimono e reprimono non solo i diritti ma le vite intere delle persone trans, non binarie, bi, lesbiche, queer, gay, intersex.
Come collettiva transfemminista non possiamo non interrogarci sulla congiuntura presente. Una congiuntura in cui le celebrazioni rituali ci sembrano insufficienti se non spesso vuote di un reale impatto per la società e per la vita delle soggettività che subiscono violenti attacchi omofobici, bifobici o transfobi
ci.
Lo vediamo ad esempio nella repressione autoritaria di movimenti politici e di chi vuole esprimere dissenso nei confronti di un’istituzione che non lə rappresenta. Questa repressione agisce non solo sul piano dei diritti. Sappiamo infatti che è insufficiente anche il supporto attraverso politiche sociali ed economiche a sostegno delle soggettività FLINTA, spesso assenti dalle agende politiche dei governi, impegnati invece nella partita dell’economia di guerra e della compressione dei diritti sessuali e riproduttivi, il cui unico scopo è quello della riproduzione della nazione e della bianchezza. La corsa alla guerra spesso accompagnata alla retorica familista, lavora attraverso politiche e narrazioni egemoniche che ignorano e invisibilizzano tutti i desieri dissidenti di soggettività che non si adeguano al binarismo di genere, al destino riproduttivo e/o della famiglia nucleare, e all’eterosessualità come dispositivo di controllo di istanze eversive rispetto alla norma. Sappiamo infatti che ancora molte, troppe soggettività FLINTA e/o appartenenti alla comunità LGBTQAI+ subiscono episodi di violenza, discriminazione, esclusione e familiare o migrazione forzata.
Viviamo ancora nella totale assenza di risposte rispetto alle richieste politiche di forme di autodeterminazione che possano accompagnare i percorsi di fuoriuscita dalla violenza, quelli della transizione di genere o la costruzione di forme di vita diverse da quelle imposte dallo slogan dio, patria, famiglia. Da anni, al contrario, il reddito di esistenza o di autodeterminazione per le soggettività FLINTA tutte – donne, trans, queer, intersex e non binare – è al cuore delle richieste dei movimenti transfemministi transnazionali.
Una sostanziale forma di accordo o una sorta di terreno comune si trova invece nei governi contemporanei, autoritari e neofascisti nella criminalizzazione e repressione dei valori politici antifascisti, sia sul piano simbolico e giuridico (si veda la deriva della forma di governo autoritario a colpi di decreti sicurezza, o la messa al bando dell’antifa come etichetta terroristica in USA) che sul piano fortemente incarnato. Un caso eclatante è quello del processo e della reclusione di Maja T, attivista non binary antifascista accusatə di aver aggredito dei militanti di estrema destra. Questo caso mostra chiaramente come la repressione colpisce ingiustamente chi esprime dissenso, in particolare colpendo chi appartiene a minoranze già marginalizzate dalle istituzioni. Così è accaduto in Ungheria, la nazione dove è statə estradatə Maja; in questo contesto le soggettività queer sono sistematicamente perseguitatə dallo Stato.
Vogliamo provare a tirare insieme le fila di tutte queste forme di repressione: dalla loro espressione omolesbobitrasnfobica fino alla criminalizzazione dei valori costituenti antifascisti, attraverso la lente politica transfemminista. Lo facciamo anche alla luce della recente comparsa di simboli neonazisti in città, ennesima espressione della congiuntura che viviamo sia a livello geopolitico che territoriale. Vorremmo dedicare l’assemblea di Anomalia Collettiva del prossimo mercoledì 20 maggio, a una riflessione politica tematica che sia condivisa, orizzontale e situata sul transfemminismo antifascista e sulla stato attuale della lotta a tutti gli attacchi omolesbobitransfobici, esito del doppio volto di patriarcato e nuovi autoritarismi.

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