8 e 9 marzo 2026: riprendiamoci il tempo!
L’8 e 9 marzo attraversiamo insieme le giornate di mobilitazione e sciopero transfemminista chiamate da Non Una di Meno: lo sciopero non è solo astensione dal lavoro salariato, è una presa di posizione che riguarda tutta la nostra vita.
Scioperiamo dal lavoro produttivo, ma anche da quello riproduttivo e di cura. Da tutto quel lavoro invisibile, gratuito o sottopagato che sostiene famiglie, comunità, istituzioni. Quel lavoro che viene dato per “naturale”, che grava soprattutto sulle donne e sulle soggettività femminilizzate, e che invece è struttura portante della società.
Scioperare significa interrompere questa normalità imposta.
Significa dire che senza il nostro lavoro – dentro e fuori casa – il mondo si ferma.
Significa rendere visibile ciò che è stato nascosto, nominare lo sfruttamento, rivendicare tempo, reddito, riconoscimento, libertà.
Lo sciopero transfemminista tiene insieme lotta contro la violenza maschile e patriarcale, difesa del consenso, critica al precariato, rifiuto delle disuguaglianze di genere. Lo sciopero di quest’anno rifiuta la guerra, come massima espressione di patriarcato e devastazione dei territori e delle persone.
L’8 marzo, alle 12:30 in piazza Gaza (ex XX Settembre), portiamo i simboli del lavoro di cura non pagato, delle ingiustizie subite, delle discriminazioni attraversate. Facciamoli diventare parola collettiva, gesto politico, presenza visibile.
Unisciti a noi! Porta un oggetto che rappresenta per te l’oppressione e la fagocitazione del tuo tempo di vita, che associ al lavoro di cura, riproduttivo, e di sostegno alla società tutta, che ci inchioda nei ruoli di genere e non viene riconosciuto. Porta un simbolo di cui vuoi liberarti, e riprendiamoci il tempo insieme!